10 segreti per scrivere una newsletter coinvolgente e di successo - Pasquini Associati

10 segreti per scrivere una newsletter coinvolgente e di successo

 

L’utilizzo delle e-mail ha rivoluzionato il modo di comunicare tanto a livello personale quanto nell’ambito del business. Oggi ognuno di noi possiede uno o più account email e quindi la posta elettronica non può essere per nessun motivo esclusa dagli strumenti con cui comunicare, informare, conquistare e fidelizzare il cliente. E sono soprattutto gli ultimi due aspetti quelli su cui è maggiormente necessario soffermare la propria attenzione. Si, perché scrivere ad un cliente storicamente acquisito è un conto, accaparrarsene di nuovi e tenerli con sé è ben altro paio di maniche.

Di seguito saranno fornite le dieci regole essenziali per un’impeccabile redazione di newsletter capaci di agevolare i compiti legati alla comunicazione ed al marketing aziendale.

 

1. Mittente ed oggetto chiari e familiari

 

Si tratta dei primi due particolari che risaltano agli occhi di chi legge e sono spesso gli elementi che vengono più colpevolmente trascurati da tutti i mittenti. L’errore assume ancora maggior rilevanza considerando come sia risaputo che al giorno d’oggi le caselle di posta elettronica sono letteralmente bombardate di messaggi di qualsivoglia genere.

Di contro, per farsi notare e per lasciare un buon ricordo di sé, è fondamentale che l’indirizzo del mittente riporti il nome dell’azienda o, meglio ancora, un nome di persona legato a quello dell’azienda (ad esempio “Francesco di nome azienda”), di modo che il lettore focalizzi immediatamente chi sia a scrivere e ne colga la familiarità. Poche volte ci si pensa, ma leggere, o, semplicemente, trattenere un’email di un’azienda in memoria anziché cancellarla, è un’azione che richiede pochi secondi e viene compiuta spesso su base istintiva.

Altro elemento imprescindibile è che l’oggetto sia chiaro, breve ed allettante, formato da frasi di senso compiuto che stimolino l’interesse del lettore. Fondamentale anche il posizionamento delle parole, scrivere: “Scarpe XY – I nuovi modelli autunnali” è più indicato che presentarsi con: “Sconti del 50% sulla nuova serie autunno/inverno di scarpe XY”, poiché sempre più gente monitora la propria casella email dallo smartphone e le applicazioni di posta elettronica tendono a diminuire il numero di caratteri visibili dell’oggetto dell’email. Nella prima frase tutto è chiaro, esplicito e cattura interesse, la seconda sarà invece interrotta da dei puntini che desteranno nel lettore più irritazione che interesse.

 

2. Colori e dimensioni leggibili del corpo del messaggio

 

Il colore del testo della newsletter deve essere di una tonalità tenue ed accogliente per gli occhi di chi la sta leggendo, al bando caratteri troppo piccoli o troppo grandi e, soprattutto, è consigliabile rifuggire dalla tentazione di corredare la propria email con troppe fotografie e con immagini “pesanti” che allunghino i tempi di apertura e caricamento dell’intero messaggio. Un’attesa eccessiva porterà infatti l’utente a spazientirsi e cancellare immediatamente l’email.

Anche lo sfondo ha un’importanza non secondaria, un testo bianco su sfondo nero (così come il rosso sul blu) può risultare pesante alla vista e nocivo in termini di leggibilità. Vale la pena allora utilizzare uno sfondo bianco su cui stanno bene più o meno tutti i tipi di immagine e capace di esaltare qualsiasi font e qualsiasi colore del testo.

 

3. Rimandare sempre al proprio sito

 

Che si tratti di dare informazioni o di spingere a compiere un’azione, la newsletter deve rimanere solo uno strumento che informa rimandando al sito del mittente che, per forza di cose, rimane il protagonista indiscusso dell’interazione con il fruitore dei contenuti o dei servizi proposti.

Ad esempio, un negozio di elettronica non dovrebbe presentare per intero nella propria newsletter l’ultimo telefono uscito sul mercato unitamente al proprio prezzo praticato, bensì dovrebbe solamente elencare i punti di forza del prodotto e fornire un link del proprio negozio dove si paleserà l’offerta riservata al cliente. Il sito è la casa del mittente, la newsletter costituisce il gentile ed accattivante biglietto attraverso cui invitare i visitatori.

 

4. Ricompensare attraverso l’email

 

Acquisire nuovi clienti offrendo loro dei benefit da sfruttare iscrivendosi alla newsletter o tramite l’email che stanno leggendo (link con codici sconto, agevolazioni su determinati servizi, omaggi di ebook o brochure informative, prove gratuite) è un metodo visto sempre di buon occhio dall’utenza, così come lo è coccolare i clienti già acquisiti con la redazione di newsletter ad hoc contenenti promozioni dedicate a giorni particolari ad essi legati (compleanno, anniversario dalla registrazione al sito etc).

Questo tipo di accorgimenti oltre a far sentire l’utente importante lo spinge spesso a compiere l’ultimo passo che manca per la definizione di un nuovo acquisto. Come? Un esempio su tutti. Immaginiamo un negozio di fiori con servizio di consegna a domicilio. L’iscrizione a tale sito coinciderà molto probabilmente con un’occasione speciale per l’utente. Occasione speciale che si ripeterà da lì ad un anno. Un codice sconto del 10% in occasione dell’anniversario dall’iscrizione al sito presumibilmente convincerà l’utente a riutilizzare il servizio per quella nuova occasione che si sta ripetendo nel tempo.

 

5. Dare maggiore spazio ai contenuti che alle offerte

 

Va bene promuovere il proprio prodotto o servizio, ve bene far notare diminuzioni di prezzo o condizioni di acquisto più vantaggiose, ma l’utente non deve avere la sensazione di essere messo per l’ennesima volta sotto assedio da parte di chi vuole esclusivamente vendergli qualcosa. La platea di lettori deve essere coinvolta e non spremuta.

Ecco allora che diventa decisiva la presentazione e l’informazione inerente ciò che si sta proponendo. Il contenuto deve prendere il sopravvento sull’offerta stessa: se si trattasse di reclamizzare una tariffa vantaggiosa per un viaggio sarebbe auspicabile dedicarsi maggiormente alla descrizione della meta o delle esperienze uniche in esso contenute; se si volesse promuovere un servizio sarebbe importante concedere spazio maggiore alla spiegazione del perché sia necessario e come utilizzarlo al meglio; se si intendesse vendere un determinato prodotto sarebbe propedeutico alla realizzazione della sua vendita fornire l’elenco dettagliato degli elementi unici che lo differenziano dalla produzione della concorrenza.

 

6. Evitare i sensazionalismi dando il giusto valore ai propri servizi

 

Frasi ad effetto, promesse di sconti sensazionali, offerte poco credibili, o peggio ancora, prezzi sbalorditivi che nascondono gli insidiosi ed odiati asterischi. In poche parole il menù che determina la fuga dei lettori ed il più alto numero di cancellazioni dalle newsletter. Offrire il 90% di sconto è impensabile, e se viene proposto su un servizio ne svilisce l’appetibilità visto che l’utente immaginerà di acquistare qualcosa di poco valore o, nella peggiore delle ipotesi, crederà di stare per essere truffato o di essere considerato ingenuo e facilmente truffabile.

In egual misura comporta veramente pochi vantaggi sbandierare ai quattro venti la vendita di prodotti di largo consumo a prezzi stracciati con offerte che valgono solo per l’acquisto di un singolo pezzo (il costo della spedizione ad esempio riporterebbe l’offerta sulla terra sancendone l’impraticabilità). L’utente medio che naviga su internet attivamente è abbastanza informato e conosce bene il mercato di cui si interessa, rispettarne l’intelligenza è una base fondamentale per instaurare un rapporto duraturo e di reciproca soddisfazione. I sensazionalismi rendono quindi poco credibile i contenuti che si stanno presentando e, semplicemente, minano fortemente la reputazione del mittente.

 

7. Utilizzare un lessico alla portata di tutti ed uno stile fresco

 

Contenuti troppo finemente elaborati rischiano di allontanare il lettore cosi come testi troppo elementari possono fargli perdere stima del mittente. Bisogna optare per un linguaggio universale ed aperto, divulgativo e non settario o ad esclusivo consumo degli addetti ai lavori.

I lettori infatti si approcciano alle newsletter nelle ore più disparate, magari utilizzando lo smartphone per rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro oppure verificando in poco tempo la presenza di messaggi interessanti in una pausa tra un cliente e l’altro. Ecco perché la comunicazione deve essere diretta, fresca, interessante e stimolante, mai banale, spicciola o, addirittura, noiosa.

 

8. Sincronizzare attività e comunicazione

 

Redigere newsletter interminabili con tutte le proposte del proprio sito è un esercizio inutile e dannoso. Se le novità in cantiere sono quattro, è preferibile modulare la loro uscita in base alla tempistica di invio della newsletter. Ad esempio, se la cadenza della newsletter è settimanale, le quattro novità verranno reclamizzate nell’arco di un mese con il duplice obiettivo raggiunto di mantenere sempre alto l’interesse delle proprie email e di rendere atteso l’arrivo di successive newsletter.

 

9. Coinvolgere l’utente nella vita del mittente

 

Offrire visite guidate presso unità produttive o realtà che erogano servizi può essere un modo interessante per far addentrare sempre di più gli utenti nella vita dell’azienda che sta interagendo con loro. Lo stesso discorso vale se si offrono corsi gratuiti (o porzioni di essi), inviti alla prova (in caso di ristoranti), training camp (nello sport). I campi di applicazione di questo approccio sono letteralmente infiniti e particolarmente apprezzati.

 

10. Sfuggire alla rete dello spam

 

Tutti gli sforzi prodotti nei nove punti precedenti perdono di colpo la loro efficacia se la newsletter finisce dritta nella casella dello spam, vero e proprio limbo dove le email, nel migliore dei casi, rimangono non viste per 30 giorni quando non vengono direttamente cancellate dall’utente.

Per non cadere in questa trappola è necessario che la newsletter sia priva di alcuni elementi tipici quali i termini fin troppo abusati nelle email-spazzatura (gratis, approfitta, ordina), immagini che nascondono testo e un uso smodato dei punti esclamativi o interrogativi.

Altro strumento valido per non precipitare nell’abisso dello spam è la redazione di newsletter tramite gestionali professionali capaci di esaltare i contenuti e monitorare fedelmente l’esito degli invii per ogni singolo utente. Ciò porterà a visionare qual è l’utenza che legge e quella che invece ignora le email ricevute. Il consiglio è quello di eliminare dalla propria lista tutta l’utenza che non abbia aperto le ultime otto o dieci email. Quello che in un primo momento potrà sembrare un passo azzardato o controproducente, si dimostrerà in seguito un elemento distintivo che migliorerà la reputazione del mittente e favorirà l’eventuale ritorno dell’utente precedentemente eliminato.

Il web è una giungla e l’unico modo per emergere e differenziarsi dalla massa urlante è non solo offrire qualità, ma anche “comunicare” qualità, concedendosi così un pubblico abbastanza eterogeneo e comunque funzionale allo sviluppo ed al mantenimento ad alti livelli della propria organizzazione.

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