Come posso aumentare il traffico sul mio sito web? - Pasquini Associati

Come posso aumentare il traffico sul mio sito web?

 

Lo sviluppo di una strategia di marketing congiunta tra il web ed i social network è la chiave per la crescita della realtà aziendale in modo che i servizi e/o i prodotti possano essere selezionati da un numero sempre maggiore di utenti; che il sito sia una semplice vetrina conoscitiva dell’azienda o di e-commerce, l’obiettivo finale è sia l’aumento di fatturato derivante dal numero di persone che usano le pagine per divenire clienti e/o lead, sia il mantenere costanti le aspettative del rientro dell’investimento (ROI) indicato nel Business Plan del progetto; decidere quindi le strategie solamente dai dati e dalla curva risultante di Google Analytics è estremamente riduttivo, anche perché ogni tipologia di sito non è diversa da qualsiasi altra in quanto strettamente legata alla realtà aziendale che deve promuovere.

Come fare per poter aumentare non solo il traffico entrante sulle varie pagine del sito ma rendere queste visite sempre più frequenti ed abitudinarie? Vediamo quali possono essere le migliori strategie comuni ad ogni tipo di sito.

 

Il tipo di orientamento dell’azienda verso il cliente

 

Per prima cosa bisogna analizzare che tipo di servizi vengono offerti tramite web, a chi tendenzialmente vengono offerti e, soprattutto, come vengono offerti; che il cliente finale sia un soggetto giuridico, o che sia un consumatore il soggetto principale è sempre un essere umano (cliente finale) che decide e interagisce con l’infrastruttura. La prima cosa da fare è quindi quella di pensare al cliente non come ad un numero bensì come alla risorsa principale del business atteso, e come tale, essere messo al centro delle attenzioni aziendali.

Qualunque possa essere la mission aziendale, vi è sempre un servizio di customer care diretto o indiretto: una mail dedicata, un call center, un numero di assistenza, sono gli esempi più comuni di contatto cliente – azienda. In questo caso la svolta aziendale verso il B2H (Business to Human) andrebbe ad implementare le vecchie concezioni di B2B e B2C creando quel clima empatico che genera fiducia e, di conseguenza, fidelizzazione.

Mettere quindi il consumatore al centro dell’attenzione e davanti a tutto è quindi l’interesse primario che si dovrebbe perseguire in quanto i clienti, con i loro dati diretti e di rientro, può essere possibile conoscerli maggiormente facendoli sentire coinvolti, in modo che si possa verificare quello che fondamentalmente si attendono: il riconoscimento come individui e non come semplice numero od oggetto.

 

L’organizzazione del sito web e il suo posizionamento

 

Il sito web è la vetrina dell’azienda ed esattamente come accade per i negozi su strada, deve essere ben organizzata ma soprattutto ben segnalata per essere il più possibile visibile; come poter migliorarne la visibilità?

Ogni utente utilizza i motori di ricerca per acquisire informazioni ed il sito deve avere una infrastruttura ottimizzata per essere trovato facilmente dagli stessi motori; la Search Query lanciata dall’utente deve infatti collimare con tutta una serie di requisiti presenti all’interno delle pagine per far si che possa essere visualizzato nei primi posti della SERP (Search Engine Results Page) ovvero la lista dei risultati ottenuti. Il primo è quello di creare un elenco indicizzato delle pagine che compongono il sito web ovvero una cosiddetta” Sitemap XML”; questo consente al motore di ricerca, soprattutto Google, di agganciare tutte le pagine del sito, compresi gli URL che normalmente non sono identificati mediante il suo metodo di scansione e di ampliare notevolmente il raggio di azione delle query create dagli utenti.

Ottimizzare il sito in ottica SEO (Search Engine Optimization) è quindi il primo passo per avere quella minima visibilità all’interno dell’oceano internet, analizzando per prima cosa i competitor del settore in cui si vuole operare, ricercare le keyword principali in relazione alle possibili necessità richieste; successivamente l’esame dei dati può comportare una variazione di strategia, magari modificando le keyword presenti all’interno delle pagine.

Creare un sito seguendo le indicazioni SEO è diventato però più complesso dall’introduzione del nuovo algoritmo di Google che, oltre a verificare il traffico verso un sito, ne giudica anche la qualità; ad esempio uno dei parametri utilizzati è quello del tempo di permanenza medio dell’utenza sulle pagine del sito dopo l’effettuazione della query per cui non basta solo convogliare il traffico sul sito ma bisogna anche farcelo rimanere, realizzando contenuti accattivanti e indirizzati all’utenza in modo diretto. Dare soddisfazione al pubblico con informazioni utili e user friendly è quindi la prima azione da attuare per accrescere la visibilità di un sito su Google.

 

Sfruttare le email

 

Con le nuove regole sulla privacy l’utente deve essere informato sull’effettivo utilizzo dei dati che vengono comunicati all’azienda; la creazione all’interno del sito di form che autorizzi un cosiddetto “consenso informato” consente di accumulare grandi liste di email che diventano una vera risorsa per portare traffico sul sito web; bisogna però calcolare il fatto che le persone sono attualmente bombardate da migliaia di informazioni, soprattutto tramite email e l’invio deve avere un fine ultimo che non vada a contrastare le esigenze dell’utente ma anzi incuriosirlo e farlo sentire partecipe allo sviluppo aziendale.

Le email consentono inoltre di veicolare specifiche categorie di utenti su specifiche landing page che possono mostrare offerte personalizzate o last minute, in modo da creare quell’attesa abitudinaria nell’utenza.

 

Usare al meglio le SEA

 

Nel momento in cui si effettua una ricerca, la pagina del motore mostra i risultati ma una parte di essi, nella parte superiore e inferiore delle SERP, sono sponsorizzate; sono le SEA (“Search Engine Advertising”). L’esempio più famoso sono le AdWords di Google, vere e proprie campagne pubblicitarie con link a pagamento e sponsorizzazioni che se usate nel modo corretto consentono di migliorare, e anche di molto, la visibilità di un sito.

In questo caso lo studio preliminare fatto sui competitor è fondamentale in quanto gli annunci compariranno esclusivamente al digitare specifiche parole chiave scelte precedentemente; il costo di questo tipo di campagna è direttamente proporzionale alla media pesata di ricerca della parola o della frase specifica: maggiori sono le volte che questa viene digitata dall’utente, più è alto il costo a visualizzazione o a click. Avere quindi la corretta corrispondenza tra keyword nel sito e le parole SEA , crea quella combinazione vincente che consente alla descrizione del sito di essere tra le prime righe della pagina dei risultati di ricerca.

Uno dei vantaggi di AdWords di Google è anche il pannello di controllo della campagna pubblicitaria che consente sia di monitorare tutti i parametri che di effettuare delle modifiche al fine di migliorarne l’efficacia come ad esempio valutare quante volte l’annuncio è apparso sulle pagine e quante volte è stato cliccato, per poter calcolare il click through rate (CTR).

 

Utilizzo dei social media

 

I social media sono diventati il vero fenomeno di massa ed ogni realtà aziendale che si rispetti deve tenerne conto; sponsorizzare le pagine del sito su Instagram, Twitter e Facebook diventa quindi una strada obbligata da percorrere per non perdere terreno nei confronti dei competitor.

Facebook ed Instagram sono i social che mettono a disposizione una strumentazione avanzata per poter veicolare il traffico sul tuo sito o su specifiche sezioni di esso.

Facebook ha un Power Editor avanzato che viene messo a disposizione di tutte le pagine (create a scopo aziendale e non) con cui è possibile creare svariate tipologie di campagne ADS ed inserzioni; grazie agli strumenti messi a disposizione, come la realtà avanzata, si possono decidere quali obiettivi debbano essere raggiunti e in quanto tempo.

Lo stesso può accadere in modo diverso su Intagram sfruttando la possibilità di produrre le “Storie”; questo tipo di comunicazione è erroneamente circoscritto alle persone fisiche in quanto anche le aziende ne possono utilizzare appieno i benefici; il creare storie riguardanti un brand o uno specifico marchio, come la creazione dello stesso o la vita quotidiana aziendale, consente all’IG User di avvicinarsi ancora di più all’azienda, anche mediante questionari e/o giochi a premi, instaurando quel rapporto continuativo che è il primo passo per veicolare gli utenti sui precisi obiettivi della campagna che possono essere landing page, l’acquisizione di lead o la vendita o la visita profilata su specifiche parti del sito.

 

Aprire un blog all’interno del sito

 

Un qualsiasi sito web, dalla semplice vetrina descrittiva al più complesso portale di e-commerce, deve avere ormai una caratteristica multi canale e la presenza di un blog all’interno di una specifica sezione del sito non solo non è così strana come a prima vista può sembrare ma anzi può essere una delle soluzioni migliori per migliorare il traffico in entrata e, di conseguenza, le visite.

Il blog all’interno del sito ricalca quanto detto per le IG Stories nel paragrafo precedente: la produzione di articoli, che deve seguire uno specifico piano editoriale, deve tenere presente sia le ricerche informazionali dei potenziali clienti, sia le informazioni che gli stessi lasciano all’interno del blog. In questo modo si attiva un processo a catena di inbound marketing capace di moltiplicare le visite alla parte non editoriale del sito e do ottenere di conseguenza posizionamenti interessanti che a loro volta consentono ad ulteriori utenti di avere un primo contatto.

Questo modello virtuoso viene moltiplicato se all’interno del blog vengono pubblicati i cosiddetti guest post, ovvero degli articoli che hanno la capacità di sfruttare la visibilità di altri blog più popolari in un certo argomento ed inserire dei link; in questo modo, oltre ad avere passaggi diretti, si hanno dei vantaggi da un punto di vista di link building in termini di SEO in quanto viene comunicato a Google il traffico tra due entità simili, alzando quindi il livello di considerazione del sito all’interno dell’algoritmo di Google.

Utilizzare le Keyword informative maggiormente utilizzate nel blog come Keyword commerciali (oltre quelle definite dall’azienda) ed avere quindi entrambi i lati delle tipologie di ricerca all’interno del sito, significa catturare l’attenzione dell’80% circa delle tipologie di query che vengono quotidianamente effettuate.

 

Seguire l’andamento del sito

 

Potrà sembrare banale dirlo ma la prima cosa che bisogna avere per poter far si che il proprio sito web possa scalare posizioni di visualizzazione ed incrementare il traffico in entrata è la costanza, soprattutto se si decide di utilizzare i social ed il blog come strumenti primari per veicolare gli utenti.

Aggiornare le IG Stories come scrivere nuovi post od articoli sul blog o aggiornare la pagina Facebook richiede un notevole investimento in tempo e pazienza, ma sicuramente in un tempo più o meno lungo sapranno far raggiungere l’obiettivo sperato.

Per poter quindi incrementare il traffico sul proprio sito è importante, oltre ad utilizzare tutte le metodologie illustrate, tenere sempre al centro l’utente come persona e non come utilizzatore, farlo sentire partecipe e importante, sapendo gestire al meglio una possibile lagnanza con sconti, resi immediati ed omaggi, facendo in modo che sia proprio lui il miglior ambasciatore e possa fungere da cassa di risonanza con tutti i suoi contatti social.

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