Come si creano contenuti che attraggono gli utenti - Pasquini Associati

Come si creano contenuti che attraggono gli utenti

Quando si fa riferimento ai contenuti in grado di attrarre gli utenti, per lo stile creativo oppure per l’originalità, è il content design l’area che risulta interessata.

 

Cos’è il content design?

 

Come semplice definizione, si tratta dell’insieme di contenuti in formato testuale e visuale che permettono al lettore di ottenere risposte nella maniera più facile e immediata possibile. È Compito delle figure del content designer, del copywriter, del blogger occuparsi di assicurare e garantire al lettore il miglior contenuto possibile. Sotto questo punto di vista, oltre alla funzionalità e all’utilità di quanto si legge, la presentazione gioca un ruolo di cruciale importanza: in termini estetici deve attrarre l’utente, assicurando un notevole impatto visivo.

 

Content design e web marketing: un binomio inscindibile

 

Il content design, per forza di cose, risulta strettamente connesso all’area del web marketing: solo nella circostanza in cui un contenuto risulta in linea con le esigenze del lettore, allora può essere considerato utile. Sta ai vari creativi riuscire a trasmettere il messaggio al lettore nella maniera più efficace possibile con il reale intento di catturare la sua attenzione, affinché legga il tutto. Al Copywriter spetta invece il compito di intercettare le effettive esigenze del target di riferimento, sapendo distinguere di volta in volta chi cerca una notizia rapida (la maggior parte degli utenti) e chi vuole un concreto approfondimento. A breve, segnaleremo la distinzione tra lettura intensiva ed estensiva, per spiegare meglio questo aspetto.

 

Quali caratteristiche deve avere un contenuto per essere considerato interessante e attrattivo per i lettori?

 

Sostanzialmente. Deve essere leggibile, semplice e attrattivo.

    • Per ciò che concerne la leggibilità, la presenza di periodi brevi, la strutturazione del testo in paragrafi e sotto paragrafi, tutti suddivisi per titoli, e il ricorso ad un linguaggio sì ricercato ma fruibile sia per il professionista del settore che per chi non ha particolare dimestichezza con la tematica si rivelano decisivi.
    • In rapporto alla semplicità, più un testo è diretto, comprensibile chiaro, più la trasmissione dei contenuti sarà efficace. Viviamo nell’era del multitasking: chi legge quel contenuto, magari può in quel preciso momento chattare su WhatsApp, leggere i post su Facebook, ascoltare la radio, telefonare. Se quanto scritto sarà chiaro, il lettore non dovrà ritornare a leggere più volte il contenuto.
    • In riferimento all’attrattività, l’aspetto conta. Inutile negarlo. Se il contenuto ha un tale impatto visivo in grado di attirare l’attenzione del lettore, difficilmente quest’ultimo smetterà di leggere. I contenuti belli a vedersi hanno il pregio di essere facilmente condivisibili. Chi ha un sito internet, sotto questo punto di vista, deve creare contenuti assolutamente coerenti con il proprio brand.

 

Il ruolo del lettore nei confronti del testo

 

Quali sono le dinamiche che si mettono in moto nel momento in cui i lettori decidono se è opportuno oppure no leggere un testo? Di primo acchito, il lettore visualizza in pochi secondi il testo. Dopodiché decide se vale la pena o meno continuare.

Questo processo si chiama lettura esplorativa, altresì nota anche come skimming: in questa panoramica iniziale, la densità delle parole chiave attinenti all’argomento è di certo un parametro di cui il content designer deve tenere conto, dato che il lettore seleziona con una ricerca rapida ciò che gli interessa. Più ce ne sono (naturalmente l’uso va ponderato) tanto di guadagnato. Inoltre, anche le prime righe del testo si dimostrano determinanti nel prosieguo della lettura. Altro punto rilevante per chi scrive è la strutturazione dei titoli, l’affidamento agli incisi (i virgolettati) e le immagini. Queste ultime non vanno trascurate. Più la risoluzione è alta, più lo scatto è high professional, e maggiore sarà la piacevolezza della lettura.

La fase successiva è la lettura selettiva, vale a dire lo scanning. Il lettore si focalizza sui titoli dei vari paragrafi, cercando di arrivare subito al nocciolo della questione. Il ricorso a corsivi e grassetti, agli elenchi puntati, ai link, ai numeri è fattore di sicuro successo per la trasmissione del messaggio in modo efficace.

Infine, occorre distinguere tra la lettura estensiva e quella intensiva. La prima è senza ombra di dubbio quella che va per la maggiore tra i lettori, in quanto attraverso una lettura immediata del testo vengono analizzate quante più informazioni possibili. E’ però solo con la lettura intensiva che chi legge può avere una panoramica chiara a 360 gradi sull’argomento di riferimento. I contenuti, specie quelli più interessanti, vanno letti e riletti, al fine di interiorizzarli e di padroneggiarli. La lettura intensiva è quella tipica dello studio. Per ciò che concerne la lettura sul web, però, risulta davvero un’eccezione.

 

Un layout grafico gradevole e ad alto impatto si rivela determinante per l’ottenimento di un buon contenuto

 

Il content designer che desidera attrarre il maggior numero di utenti deve curare il layout grafico prima di tutto. A quali punti focali va prestata maggiore attenzione?

La scelta dei font è il primo punto fondamentale. Mai utilizzare caratteri troppo piccoli, in quanto poco leggibili. Mai utilizzare un numero notevole di font. E’ opportuno al massimo sceglierne due, a patto che si abbinino alla perfezione. I font Bastoni, Arial, Times New Roman sono altamente leggibili per la lettura sul web. Per sapere inoltre quale font si adatta meglio al tipo di contenuto e al layout della pagina, vale la pena fare affidamento su Google Fonts. Il motivo principale è che il servizio del Colosso di Mountain View indica quali sono i migliori abbinamenti.

Altro parametro da tenere altamente in considerazione è la differenziazione dei titoli. Quest’operazione va eseguita in maniera certosina, secondo una precisa gerarchia: in termini di dimensioni, il titolo principale (ndr numero 1) dovrà essere più grande degli altri (ndr titolo 2, titolo 3 e via dicendo). In alcune casistiche, la differenziazione dei titoli può essere effettuata non solo sulla base delle dimensioni, ma anche sul colore e sulla spaziatura. Separare infatti il titolo dal paragrafo antecedente e da quello susseguente rende di fatto più piacevole la lettura, perché il lettore non va incontro a confusione. Le tematiche, distinte per paragrafi, vengono di fatto separate. E se i titoli sono sintetici, ad alto impatto e chiari, il risultato allora è perfetto, perché il lettore sarà invogliato nel continuare la lettura.

 

La formattazione

 

Come già anticipato, quindi, un testo formattato si rivela più leggibile di uno che non lo è. Nel mondo del web, l’allineamento a bandiera a sinistra dei paragrafi si dimostra a tal proposito determinante nel non far perdere il segno al lettore. Sulla carta stampata, chiaramente, è il giustificato che va per la maggiore.

Grassetti e corsivi vanno centellinati. Occorre adottarli solo ed esclusivamente sulle parole chiave, al fine di attrarre l’attenzione dell’utente. Scrivere un intero paragrafo in grassetto è uno degli errori più grossolani che un content designer possa commettere. Un abuso di grassetti e corsivi rischia di rivelarsi controproducente, in quanto riesce solamente ad affaticare la lettura del contenuto.

Il ricorso alle citazioni, poi, po’ rivelarsi mossa vincente, in quanto permette al lettore di uscire fuori dagli schemi precostituiti, specie se si tratta di un argomento particolarmente tecnico.

Il ritmo della pagina inoltre è un altro aspetto essenziale: bilanciare al meglio i vuoti e i pieni e utilizzare nella maniera opportuna gli spazi bianchi renderà la lettura armonica.

È ovvio infine che una buona tecnica di scrittura resta la base fondamentale per creare contenuti di qualità.

Vero è che anche l’occhio vuole la sua parte e che la grafica va curata nei minimi dettagli, ma per attirare gli utenti e stimolare il prosieguo della lettura, occorre saper scrivere bene. L’ortografia e la grammatica devono essere perfette: un errore ortografico fa perdere inevitabilmente il testo di autorevolezza.

Le perifrasi è meglio lasciarle perdere, puntando subito su testi concreti: è il modello della piramide rovesciata, quello che il content designer dovrebbe sempre seguire. In cosa consiste? Semplicemente, nell’andare subito al sodo, garantendo tutte le informazioni essenziali al lettore sin dalle prime righe. E da qui, sviluppare il testo, addentrandosi nei particolari. La cosa, specie nei tutorial, si rivela decisiva. Chi è dall’altra parte ha magari un problema e cerca una soluzione per risolverlo, senza perdere tempo.

Quindi, in estrema sintesi, i contenuti pubblicati online devono puntare in maniera diretta al topic e al tempo stesso a tutti quegli interessi presenti all’interno delle ricerche.

 

Nell’ottica profit

 

Il copywriter o il content designer che devono scrivere testi con l’intento di portare un ritorno economico, non possono fare a meno di ricorrere a conclusione di quanto scritto ad una call to action., ovvero a spingere il lettore a compiere un’azione, sia essa rimandare ad un sito o ad un e-commerce, acquistare un prodotto o compilare un form di contatto.

 

La differenziazione come sinonimo di vantaggio competitivo

 

Abbiamo già sottolineato come i contenuti creati debbano essere originali. Ma cosa significa nella pratica scrivere contenuti originali? Sostanzialmente, nel mondo del web, un determinato argomento con tutta probabilità risulta già essere stato affrontato da numerosi copywriter. Ciò nonostante, non vuol dire che non se ne possa parlare.

Anzi, tutt’altro. Il buon content designer deve essere in grado di palesare la propria esperienza, rispondendo alle reali esigenze dei lettori in modo diverso. Come nessuno ha fatto in Rete fino a quel momento. Controllare quindi quando scritto dai competitor su una data tematica e distinguersi, dando risalto a tutto il proprio sapere su un tema è certamente positivo, perché si dona al lettore quel quid in più.

 

Conclusioni

 

Tirando le somme, il buon content designer che desidera attrarre gli utenti, presta sempre attenzione ai reali bisogni del lettore. Chi legge ha un’esigenza e il compito di chi scrive è quello di fornire una risposta efficace in tempi rapidi. Affinché poi quanto scritto il più possibile letto e condiviso, è scelta saggia incentivare la condivisione dei contenuti. L’inserimento dei pulsanti social sia all’inizio che alla fine del testo porterà di sicuro ottimi risultati.

Per concludere, mai focalizzarsi solo ed esclusivamente alla scrittura di un testo senza errori formali oppure al layout grafico ad alto impatto visivo. Per avere successo agli occhi degli utenti, entrambi i suddetti parametri sono indispensabili.

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