Creare video istituzionale o pubblicitario professionale: consigli per renderlo veramente efficace - Pasquini Associati

Creare video istituzionale o pubblicitario professionale: consigli per renderlo veramente efficace

 

Cos’è un video istituzionale?

 

A discapito del nome altisonante, un video istituzionale può essere anche ciò che in ambito cinematografico viene definito teaser. Un filmato solitamente della durata di meno di cinque minuti, atto a pubblicizzare un’azienda, presentandola in maniera mirata, con un registro leggibile da un vasto numero di spettatori. Lo scopo del video istituzionale è infatti utilizzare il più possibile un linguaggio universale, chiaro e scevro di eccessivi tecnicismi, incomprensibili magari ai non esperti del settore.

 

Perché creare un video istituzionale o pubblicitario professionale?

 

Il video è una delle forme più potenti di comunicazione e racconto. Quando si vuole parlare della propria azienda per stabilire un contatto, farsi conoscere dal pubblico suscitando interesse e fiducia, la si deve presentare in maniera efficace, veritiera e completa, in modo da informare ed intrattenere al contempo.

Nessuno vuole perdere preziosi minuti a guardare un video mal realizzato, noioso, di scarso contenuto a livello di utilità o intrattenimento, magari persino negativo ed irritante. È importante dunque focalizzarsi sull’immagine che si vuole offrire del proprio marchio, il racconto della propria filosofia, degli obiettivi, e solo in ultimo, in maniera più accennata dei prodotti, senza entrare eccessivamente nel dettaglio.

Sul profilo della sponsorizzazione video infatti, vi sono delle sostanziali differenze fra le varie tipologie informative o esplicitamente commerciali.

Il video istituzionale pubblicitario è appunto incentrato maggiormente sull’azienda. Lo spot è il classico video breve destinato a canali come la televisione di circa una trentina di secondi, mirato principalmente a pubblicizzare uno specifico prodotto o servizio. Il video promozionale è invece un’evoluzione dello spot, di durata maggiore e più specifico, si prende i suoi tempi per approfondire nel dettaglio un’offerta particolare. Il video documentario costituisce un approfondimento di durata decisamente più estesa, che spazia su diversi temi con un carattere quasi giornalistico, mentre il video tutorial è una guida specifica che illustra come realizzare qualcosa nel concreto, a volte con notevoli puntualizzazioni e procedure tecniche ben illustrate. Basti pensare ai video tutorial della celebre marca Ikea su come assemblare determinati mobili: non si tratta di video istituzionali che istruiscono circa l’azienda, ma di aggiunte mirate e dallo scopo decisamente differente.

Importante dunque prima di optare per la realizzazione di un video istituzionale, il capire le differenze fra queste tipologie di video sempre più di frequente realizzati per aziende e brand di varia natura.

 

Le tipologie di video aziendale

 

Anche la stessa categoria di video pubblicitario istituzionale contiene a sua volta alcune sotto-categorie fra cui è possibile selezionare il tipo e lo stile più adatto per le proprie esigenze.

Questa scelta va operata sulla base del genere di prodotto o servizio che si offre, dei messaggi e la storia che il video desidera raccontare, ed al tipo di clientela a cui ci si rivolge. Alcune varianti si discostano leggermente dalla definizione pura di istituzionale, si avvicinano maggiormente alla rappresentazione dei prodotti e servizi, ma senza divenire veri e propri spot.

– Il video cinematografico di tipo spot
Uno fra i più utilizzati e coinvolgenti è quello a carattere cinematografico. È la scelta ideale per chi desidera raccontare la propria azienda, concedendo magari alle telecamere di entrare all’interno degli stabilimenti, di riprendere il lavoro degli operai e l’inserimento di slogan. Una testimonianza schietta e lineare, alla portata di tutti, di cosa letteralmente si produca o si offra tramite il proprio brand e quali valori o filosofie si seguono nello specifico.

– Lo storytelling emozionale
Altro genere di video coinvolgente e d’impatto, lo storytelling a carattere emozionale è di base simile al video di tipo cinematografico: un filmato dal forte impatto narrativo. Solitamente in questo caso, anziché limitarsi a raccontare la realtà aziendale di tutti i giorni, si tende invece a sceneggiare e creare un copione recitato con una storia coinvolgente che vada a focalizzarsi su un valore, una filosofia o un concetto cardine della propria azienda.

Si spazia solitamente fra storie a carattere romantico, commovente e finanche d’avventura o comiche. In alcuni casi c’è un insegnamento di fondo, un messaggio importante, una morale della favola da recepire. L’alto coinvolgimento emotivo dello spettatore, incrementa non solo il gradimento stesso del video, una lettura efficace del messaggio di fondo ed un potenziale avvicinamento come cliente, ma anche la cosiddetta viralità, ossia la condivisione del video sui canali social, risorsa preziosa per farsi conoscere.

– Il video formativo o how-to
Dall’inglese “come fare”, un incipit sempre più popolare nelle ricerche su internet, il video formativo è un filmato dal forte carattere pragmatico ed anche educativo. Accompagna il potenziale acquirente a conoscere più che l’azienda stessa i prodotti ed il loro funzionamento specifico, offrendo anche una formazione sui temi connessi o gli aspetti tecnici.

Il coinvolgimento è elevato in quanto istruendo proietta nella mente dello spettatore un’anteprima solida d’uso del bene, un’aspettativa realistica di come adoperare il prodotto o servizio che potrebbe acquisire dall’azienda in oggetto. Utile per esempio per una compagnia che desidera vendere software antivirus, macchinari, strumenti per il fitness e tutto ciò che necessità di una piccola formazione in più da parte dei meno esperti nel settore.

– Il video dimostrativo
Noto anche come video comparativo, racconta dell’azienda e i suoi prodotti offrendo una dimostrazione pratica della risposta ad un’esigenza. Ideale per convincere gli indecisi, anche questo ha un forte carattere pratico, capace di dimostrare in maniera veloce i vantaggi e la reale capacità di funzionamento di ciò che l’azienda offre. Il coinvolgimento è potenzialmente elevato se il video viene strutturato in maniera corretta e concisa.

– Il video animato
Le animazioni non sono riservate unicamente ai più piccoli, ma possono fare parte dell’intrattenimento di un filmato pubblicitario professionale, assumendo potenzialmente qualsiasi tono, dal serio e professionale, elegante o divertente e così via. Nel caso delle animazioni, che possono arricchire e integrare componenti vere tramite disegni ed effetti speciali, o costituire il corpo unico, sono particolarmente popolari e apprezzate dalle aziende che trattano prodotti tecnologici, servizi o temi legati all’informatica.

Un esempio celebre sono alcuni dei video realizzati per Apple. Un’animazione realizzata in maniera professionale infatti, racconta immediatamente di un’azienda attenta alle innovazioni, al moderno, alle ultime novità in fatto di tecnologia.

 

Le componenti di un buon video pubblicitario

 

Ma quali sono gli elementi imprescindibili nel creare uno spot professionale?

– La colonna sonora ha un impatto fondamentale. L’audio che sia musicale o parlato deve essere studiato con cura. La musica adatta al tema parla già quasi più di mille immagini, e il parlato coerente con l’azienda crea l’atmosfera giusta. Un video narrato in maniera sgradevole, poco comprensibile o addirittura irritante, e dotato di una musica scelta in maniera superficiale, può dare un messaggio molto negativo dell’azienda.

– L’headline, o in italiano il titolo di testa, ossia il tema principale del filmato deve essere un messaggio, fra i tanti che si possono inserire, ben stabilito a monte. A livello concettuale tutto deve ruotare infatti intorno ad un headline, un concetto chiave, spesso adoperato anche negli slogan e nel cosiddetto payoff, il breve motto a volte integrato nel logo di un’azienda. Il celebre Just Do it di Nike ad esempio si sposerebbe piuttosto negativamente con elementi che negli spot richiamano alla lentezza, al relax di un momento di inattività.

– Il montaggio. Questo aspetto deve essere eseguito in maniera professionale e non può essere lasciato a caso. Le tecniche di montaggio rendono le scene gradevoli ed efficaci alla visione, e lo studio delle stesse non può essere demandato ad un’improvvisazione casalinga, pena un risultato mediocre che proietta un altrettanto inefficace retrogusto di ben poca professionalità.

– In ultimo, l’alta qualità generale e l’utilizzo eventuale di tecnologie e tecniche moderne come i droni per delle intriganti riprese aeree, effetti speciali o time-lapse, oggi molto popolari su internet. Anche qui si parla direttamente tramite la forma di uno spot, più che il suo contenuto, dando un’impressione positiva già solo per l’elevata qualità video, audio e la ricercatezza e varietà tecnica. Fattori che, in un campo altamente legato all’aspetto come quello della cinematografia, incide con certezza matematica sulla percezione qualitativa della propria reputazione.

 

Consigli per un video istituzionale o pubblicitario efficace

 

In conclusione, vi sono alcuni aspetti che possono rendere il video realmente incisivo nella comunicazione, piacevole da vedere e condividere, da assorbire.

Prima di tutto, affidarsi il più possibile a dei professionisti del settore, che sappiano offrire una consulenza specifica per le proprie esigenze, che usino strumenti altamente professionali per la realizzazione di riprese, sceneggiature, casting e qualsivoglia aspetto della produzione, montaggio eccetera. L’improvvisazione e la mediocrità come abbiamo visto, non solo non pagano ma rischiano anche di creare danno. Per tutto ciò che non si sa svolgere in maniera professionale da soli dunque, meglio pagare qualcuno per farlo come si deve.

Sfruttare i social per viralizzarlo è un imperativo imprescindibile al giorno d’oggi. Convincersi che per il successo sia sufficiente far girare qualunque dei propri video pubblicitari esclusivamente in televisione è al giorno d’oggi un’illusione. Una grandissima fetta di spettatori si è spostata e si sposterà sempre di più sul web, in particolare nei social, e saranno bersagliati dalla cosiddetta pubblicità mirata, ossia la presentazione di spot di loro potenziale interesse.
La viralizzazione che il giusto video può raggiungere grazie alle condivisioni degli utenti di un social è uno dei più positivi eventi che possa capitare, in quanto massimizza in maniera immediata la pubblicità gratuita.

Da non tralasciare anche la realizzazione di video pubblicitari involontari da parte dei cosiddetti influencer, figure di spicco di social e siti vari, che spesso alla ricerca di partner e sponsor offrono la possibilità di parlare di un’azienda o un prodotto direttamente ai propri follower, ossia la fetta di utenti che li segue online.

Creare una storia avvincente e coinvolgere emotivamente è infine l’ingrediente fondamentale, senza scivolare ovviamente nella menzogna o nella creazione di aspettative disoneste o esagerate. Difficilmente uno spettatore si appassionerà ad un video istituzionale noioso, vuoto, esclusivamente tecnico e privo di passione per l’argomento. Il filmato è la voce e il volto di un’azienda.

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