Perché la mia campagna SEO non ha funzionato? I motivi più frequenti del fallimento di una campagna SEO - Pasquini Associati

Perché la mia campagna SEO non ha funzionato? I motivi più frequenti del fallimento di una campagna SEO

 

Una campagna SEO è una strategia di marketing utile se non indispensabile per far crescere la visibilità di un brand tramite una buona e studiata presenza sul web. Per lo più si tratta di tecniche relative al posizionamento sul motore di ricerca, più precisamente, nei primi posti della ricerca.

Per poter raggiungere dei risultati grazie alla SEO occorre tempo, lavoro e analisi ma una volta raggiunto il risultato è davvero difficile riuscire a tornare indietro. A differenza invece di strategie Advertising a pagamento, con cui è più semplice raggiungere i risultati in minor tempo ma a lungo termine hanno effetti meno duraturi. Il sito infatti, ha più possibilità di rimanere visibile per lunghi periodi grazie a strategie SEO, piuttosto che SEM.

La SEO quindi non va affatto sottovalutata. Occorre lavorarci iniziando da una buona progettazione, perché organizzazione e continuità sono due ottimi alleati per garantire il successo.

Potrebbe però succedere che il sito non produca i risultati sperati. Premettiamo che il funzionamento della SEO dipende da una serie di elementi, nessuno escluso a sfavore di un altro, difatti ogni qual volta si nota un rallentamento o un’inefficacia della campagna, qualcosa è andato storto.

Ma vediamo quali sono gli errori e i motivi più frequenti del fallimento di una campagna SEO.

 

Tante keyword, pochi risultati

 

Innanzitutto quando si fa riferimento alla SEO non si può non parlare di Keyword. Per poter trovare quelle più adatte occorre fare una serie di ricerche, per le quali è possibile utilizzare dei tools appositi che forniscono parole chiave confrontando un sito con i suoi concorrenti.

Tra gli errori più comuni che riguardano le keyword, uno è quello di inserire una quantità esagerata di parole chiave all’interno della pagina e nei testi.

La premessa indispensabile da fare è che il controllo sui siti è in mano al motore di ricerca, per parlare del più utilizzato prendiamo Google come riferimento. Nell’interesse di Google c’è quello di portare sempre più persone ad utilizzarlo e per riuscire nel suo obiettivo si preoccupa di posizionare in alto tutti quei siti che sono realmente utili agli utenti.

Una pagina ricca di keyword, potenzialmente potrebbe essere visibile su tante ricerche ma potrebbe ancor più probabilmente non rispondere precisamente alla domanda dell’utente che si aspetta di trovare una risposta immediata e veloce.

Perciò Google penalizza tutti i siti in cui sono state inserite troppe keyword. La regola vorrebbe una parola chiave per pagina, al massimo due ma strettamente connesse tra loro. Per semplificare basta immaginare una domanda cui la pagina dovrebbe rispondere, da lì, si sceglie la keyword e si creano i testi. Tra l’altro questa accortezza diventa utile anche per i visitatori del sito stesso che trovano al suo interno pagine che rispondo alle ricerche in modo mirato e la navigazione risulta più scorrevole.

 

Keyword non adatte

 

Sempre parlando di keyword occorre fare attenzione ad altri piccoli particolari che possono però portare a penalizzazioni anche piuttosto pesanti.

Prima si accennava a tools per ricercare le parole chiave più adatte: si tratta di strumenti che permettono di trovare piuttosto velocemente le keyword più attinenti, in maniera molto precisa, fornendo anche tutta una serie di dati utili per analizzare e migliorare la scelta di quest’ultime.

Questa tipologia di strumenti andrebbe utilizzata in maniera continuativa, effettuando periodici controlli sulla validità delle parole chiave utilizzate, considerando appunto il fatto che uno dei principali motivi di fallimento di una campagna è l’utilizzo improprio di keyword. Prendendo come punto di riferimento Google: un sito indicizzato per un certo tipo di keyword, che però risponde a tutt’altra domanda, allontana gli utenti che non trovano in esso ciò che stavano ricercando. Di conseguenza il motore di ricerca penalizzerà il sito poiché lo stesso non risulterà sufficientemente utile.

Inserire troppe keyword e molto generiche, utilizzandole come fossero degli hashtag, è quindi controproducente. L’unico modo per poter ottenere risultati concreti è utilizzare parole chiave che siano precise e ben studiate. Da ricordare che una chiave di ricerca, sebbene esatta ma tuttavia troppo generica, non porterà a risultati efficaci poiché la concorrenza risulterebbe troppa e davvero difficile da superare, dal momento che ci sono siti affermati da anni e realizzati per brand ormai rinomati e di fatto molto richiesti.

Infine, parlando di keyword un errore da evitare è quello di indicizzare più pagine di un sito per la stessa identica parola chiave. Già la concorrenza tra siti è ampia, sarebbe una pessima idea mettere in concorrenza tra loro anche le pagine di un unico sito web. Utilizzarne di diverse significherebbe riuscire anche a coprire un raggio di utenti molto più ampio.

 

Posizione delle keyword nella pagina

 

Le keyword come abbiamo capito fino ad ora sono davvero molto importanti, gran parte della strategia SEO ruota attorno ad esse e al loro utilizzo. Anche la posizione stessa delle parole chiave all’interno di una pagina va ad incidere fortemente sul posizionamento.

Bisogna infatti considerare che una pagina web è impostata secondo precisi criteri che vanno a distribuire in maniera specifica titoli, sottotitoli, descrizioni, elementi multimediali, paragrafi e testo. Le parole chiave, vanno inserite all’interno del titolo principale e nelle descrizioni.

In particolar modo le intestazioni H1 dovrebbero essere presenti all’interno di ogni pagina poiché aumentano valore al sito che, conseguentemente, ha più possibilità di essere premiato da Google. Ovviamente bisogna anche cercare di non esagerare rendendo il testo saturo di parole chiave, perché come già detto, questa pratica viene sanzionata in maniera piuttosto forte da Google. Il motore di ricerca apprezza e premia la naturalezza espositiva che deve essere considerata anche quando le parole chiave vengono inserite all’interno del testo, che altrimenti risulterebbe meccanico e poco piacevole da leggere.

Anche i testi alt delle immagini devono contenere parole chiave, primo per ottimizzare l’indicizzazione del sito e secondo perché nel caso in cui l’immagine non riesca a caricarsi l’utente leggerà il testo alt e saprà di cosa si tratta.

Va ricordato che al di là di tutte le strategie di marketing ciò che aiuta un sito a crescere è la sua utilità, unita ad una buona qualità dei contenuti proposti e alla piacevolezza dell’esperienza di navigazione.

 

Contenuti duplicati

 

Rimanendo in tema di parole e contenuti, un altro dei principali motivi di fallimento di una campagna SEO è la creazione di pagine con contenuti copiati da altri siti web.

Sebbene i contenuti vengano presi da pagine che hanno un altissimo traffico e un buon successo nel motore di ricerca, duplicare testi porta ad una forte penalizzazione: il sito che contiene contenuti duplicati non viene mostrato affatto all’interno della ricerca.

Creare pagine facendo copia ed incolla da altre è una pessima strategia che può portare a conseguenze piuttosto gravi. È quindi fondamentale che i contenuti siano originali e scritti appositamente per la pagina.

 

Link-building errato

 

Chiaramente la strategia SEO non rotea totalmente attorno ad un unico fattore: le keyword. Sono altri gli elementi che contribuiscono a rendere efficace la strategia, uno di questi è proprio il link-building.

Spiegato molto semplicemente, si tratta di una rete di link che si crea tra due o più siti che si linkano a vicenda. Un sito con un’ottima posizione sul motore di ricerca molto probabilmente è stato linkato molto frequentemente da altri siti.

Purtroppo ciò ha creato la nascita di una serie di siti che offrono servizi di vendita ed acquisto di link, affinché dietro remunerazione sia possibile creare una rete sufficientemente forte e consolidata. Ovviamente si tratta di un meccanismo non lecito che Google ha iniziato a penalizzare, a favore di siti che invece hanno una rete di link utile e soprattutto reale. Anche perché molti dei siti che utilizzavano queste tecniche di compravendita di link erano spesso poco accreditati e di scarsa utilità.

Per poter ottenere un buon link-building, invece, occorre avere un sito ricco di contenuti rilevanti che in poche parole valga la pena di essere condiviso.

 

Condivisioni

 

Un sito che abbia un buon posizionamento sul motore di ricerca ha un traffico abbastanza consistente. Utilizzare uno strumento come i social network è molto utile per accrescere le visite su un sito web.

Se si nota un calo di prestazioni del sito, è consigliato, prima di tutto, verificare tutte le opzioni precedentemente elencate, ma considerare anche che il problema potrebbe essere una scarsa condivisione sui social, che non riesce a spingere in maniera decisiva traffico sul sito web.

Generalmente i fan o i seguaci di una pagina social sono interessati al prodotto che il brand offre. Questi, condividendo il link di una data pagina ( a seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere) possono portare all’aumento del numero di contatti potenzialmente interessati sul sito, che potrebbero poi, nella migliore delle ipotesi, divenire conversioni effettive.

 

Mancata ottimizzazione HTML

 

Un sito oltre che di contenuti è composto anche da parti strutturali, utili anch’esse alla SEO.
Grazie al codice sorgente è possibile aver accesso a fattori che possono cambiare radicalmente l’andamento di un sito web.

Un elemento tra questi è il Tag Title, senza di esso, il motore di ricerca non inserirà il sito nei risultati ricerca. IL Tag Title è essenziale e necessita della massima attenzione, cura e controllo, è infatti importantissimo verificare che contenta al suo interno una keyword distintiva della pagina web presentata.

Altro elemento altrettanto fondamentale è la Meta Description, quel piccolo testo (max 160 caratteri) che appare sotto il Title nei risultati di ricerca. È importante che questa venga studiata in maniera accurata, in quanto essendo l’abstract della pagina web, incide non solamente sul posizionamento SEO ma anche sulla scelta di navigazione o meno del proprio sito da parte dell’utente. Ogni pagina del sito dovrebbe avere poi una descrizione differente, in quanto ormai abbiamo capito come i duplicati devono essere evitati in ogni circostanza.

Entrambi sono una sorta di biglietto da visita che deve essere curato nei minimi dettagli.

 

Trovare gli errori e correggerli

 

Notando un calo delle prestazioni del sito occorre per prima cosa andare a cercare il problema per poterlo correggere. Non è sempre semplice trovare un solo colpevole proprio perché la SEO è un insieme di strategie che si intrecciano tra di loro.

Una volta individuata quella che sembra essere la causa, occorre modificare la pagina nei contenuti o nel codice HTML.

La SEO comunque va curata in ogni suo aspetto e in modo costante. Anche una volta ottenuto un buon risultato occorre continuare ad aggiornare il sito, anche nel caso in cui le cose sembrano andare per il verso giusto.

Google è un motore di ricerca dinamico e pronto a cambiare le sue regole ed un sito deve stare sempre al passo con quest’ultimo per avere una strategia SEO di successo.

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